Diario di una Vendetta

Il Blog di Raggio X

Estraneità

aprile 9th, 2008 by Raggio X

La mia mente è altrove. Non sò dove sia, ma sicuramente non è qui. Magari corre in un prato o scia sulla neve, nuota in mare o vola in cielo ma non è con me. Ho una serie di dubbi, vorrei affrontarli con razionalità ma non riesco a farlo, non perchè non voglia  perchè non ne sia capace, no, perchè la mia razionalità è altrove in questo momento. Mi sento sovrastato dagli eventi, in balia delle onde, in attesa che lo squalo esca e attacchi come quel surfista sedicenne morto in australia. Solo che lo squalo non attacca, forse è impegnato a trovarsi una bella squala, non sò. Volevo parlare di altro ma l’ispirazione mi sta spingendo da un’altra parte. Volevo parlare di estraneità ma mi sento estraneo anche a questo argomento. Ormai sono in balia delle onde. Ho voglia di rivedere una persona, di rapirla e portarla in un posto dove non si possa essere disturbati, lontano da tutto e da tutti. Non posso, lo sò. Non è questo il giorno. Per ora niente pace, si deve correre. L’estraneità si esprime anche verso le persone. Ora tutti mi sono estranei, anche io mi sento un po’ un estraneo. Sono tornato in palestra, ho esagerato con l’allenamento, mi sono fatto di nuovo male. Anche il mio stesso corpo mi è estraneo, non ne riconosco più i limiti. I lavori a casa proseguono, ma quello che era un luogo accogliente ormai mi è estraneo. Le pareti non sono più dove erano, ci sono solo piccoli segni a testimoniare la familiarità che una volta avevo con quel posto. Mi sento un alieno. Il vero problema è che non sò neanche qual’è la parte di me che fà sembrare tutto estraneo… a volte anche i miei stessi pensieri mi sono estranei.

3 Responses

  1. Nephie

    Proprio l’altro giorno mi è capitato di sentirmi dare un consiglio. Mi dicevano che “bisogna seguire i ritmi biologici del corpo”, e altre cose omeopatiche simili. Ho dovuto rispondere che fino a quando il mondo continuerà a non seguire i ritmi biologici dell’uomo, io continuerò ad esser costretta a vivere come sto vivendo. E c’entra tutto: il mangiare, il dormire, il curare i rapporti, ma soprattutto il pensare.
    Non so se si può ricondurre a quello che hai scritto, ma a me è venuto in mente questo, leggendo il tuo post.

    Comunque. Se tutto diventato estraneo, magari o è perché l’ambiente intorno (o quella parte che si ritiene importante dell’ambiente) è diventato instabile o è perché si cambiano obiettivi e visione del mondo. E allora le cose che prima erano essenziali diventano indifferenti, e le cose che prima neanche si vedevano diventano piano piano vitali. Chissà.
    ;-)

  2. Krishel

    Sono 35 anni che mi sento così. Estranea a tutto, agli altri, a me stessa alla mia cosiddetta famiglia che neanche si accorge che sto male. An eternal outsider. Come ci si convive? Secondo te io l’ho scoperto?
    (spero la faccina si veda)

  3. Pherenike

    :) E anche questa volta mi sento “quasi” come te; e sono stanca di avere mani e piedi legati al cervello, dal cervello vorrei sganciarmi e smettere di dover penetrare tutte le menti del mondo. Voglio trascinarmi con la testa pesante sotto gli scarponi e uscire volentieri dal mio cervello stretto, e poi cadere malamente con il muso a terra senza farmi male, senza pensare male e non farmi male senza pensare. Ho voglia di rapire una certa persona, di portarla in un certo posto dove siamo solo noi per prenderla a schiaffi piangendole addosso tutto l’amaro che ho dentro per essersi rivelata un’estranea…..—ma forse, in fondo, lo è sempre stata—

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