Traguardi

E’ un po’ che sento la gente parlare di “traguardi”. Mi viene sempre da sorridere quando accade. Io credo che nella vita i traguardi non esistano o meglio… siano davvero pochi. Per esempio parlavo con un amico di lavoro. Mi diceva che lui ha come traguardo, al momento, il trovare un lavoro. Cosa che, per me, è solo una tappa. Una volta che il lavoro lo si è trovato lo si deve fare. lo si deve conservare, si deve resistere per tutta la vita ( si spera ). Oppure gente che intende lo sposarsi come un traguardo, quando invece è solo il primo passo di una vita da trascorrere con un’altra persona. Oppure, allo stesso modo l’avere un figlio, farlo è facile, ma poi lo si deve crescere. Mi accorgo che c’è davvero la crisi dai discorsi che sento fare alla gente. C’è una percezione di insicurezza pazzesca nel futuro. La gente non dice più “voglio farmi una vacanza”, dice “voglio farmi una famiglia”, per avere qualcuno accanto in un periodo in cui si percepisce il futuro come una cosa nera che fa paura. Sento dire “sogno un contratto a tempo indetrminato per qualsiasi lavoro” giusto per sentirsi sicuri, non importa che magari il lavoro è il più degraddante e sbagliato che ci possa essere, basta che sia sicuro. Una volta quando si usciva si pianificavano le ferie, adesso si pianificano i figli. Non so se sono del tutto immune a tutto questo, a parte il lavoro anche io mi rendo conto che mi capita sempre più spesso di volere qualcuno a fianco, semplicemente per dividere i problemi, magari senza preoccuparmi troppo di chi è, basta che ci sia. Non mi piace tutto questo, capisco che è l’atteggiamento più sbagliato del mondo ma…  che ci posso fare? C’è crisi. Anche nella forza necessaria a vivere la vita facendo le cose giuste.

One Response to “Traguardi”

  1. love ha detto:

    Ciao,è profondo quanto hai scritto.Sono daccordo sull’illusione di vedere come certezze, obiettivi che in realtà sono delle tappe.
    Per quanto riguarda il bisogno che emerge di avere una persona accanto con cui condividere una parte di sè stessi,è naturale.Tale considerazione mi fa pensare in particolar modo al rapporto uomo-donna.
    Qualcuno diceva che “l’uomo è un animale sociale”.Io dico che l’uomo (o la donna) non vive per stare solo.
    Poi ho una certezza,l’uomo ha bisogno del sostegno della donna così come la donna ha bisogno di sentirsi amata dall’uomo.
    Provo repulsione per i discorsi in cui si dice l’uomo non serve,la donna senza l’uomo sa vivere anche da sola.L’uomo ha bisogno della donna!
    E’ vero che le donne hanno una marcia in più rispetto all’uomo nella capacità di organizzare e gestire la propria vita,cmq mi chiedo:”una donna affascinante,sessualmente appagata,con soldi,con una carriera favolosa riesce a sentirsi veramente completa senza un uomo stabile accanto?”
    Inoltre,tutto finirà,perchè diventerà vecchia,forse riuscirà a godersi la pensione.Avrà bisogno di qualcuno che l’accudisca,poi morirà!
    Qualcuno potrà dire:”cmq si è goduta la vita”…si è vero, ma il suo cuore,durante la sua giovinezza cosa le dirà?Durante la sua vecchiaia cosa le rimprovererà?
    Secondo me,l’uomo e la donna hanno bisogno l’uno dell’altro.L’intimità tra uomo e donna,non solo intesa in senso fisico,ma anche in senso emotivo,è un’esperienza favolosa,insostituibile e che arricchisce!
    Ci sono anche le amicizie(quelle vere sono rare,ma ci sono)ma secondo me quando un uomo trova una donna disposta a prendersi cura di lui,disposta ad amarlo per quel che è,non può rimanere inerte,occorre che si metta in gioco perchè quella donna sta aspettando sicuro il suo amore e non un’altro!Quindi perchè l’uomo si lascia abbindolare dagli specchi per le allodole?Perchè le donne si comportano come se fossero “amebe”?
    Quello che ho appena espresso è solo il mio pensiero sull’importanza di un rapporto uomo-donna,giusto o sbagliato che sia spero non sia stato noioso x chi mi ha letto!
    bye bye:-]

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