Pensieri… pensieri, sempre pensieri, mai azioni.

E vabbè, non so descrivere come mi sento. Sento aria nuova, aria di cambiamento e di speranza ma, daltronde, non è possibile scordare il recente passato. Troppe volte siamo stati sul punto di liberarci di lui ma è peggio dell’idra di lerna. Quando ti sembra di averla decapitata rinasce più forte di prima. Era successo con il voto di sfiducia del 14 dicembre scorso. Sembrava fatta ed invece rieccolo ancora li, stessa scena ripetuta con il voto di sfiducia a Bondi. Sembrava che il milan avesse preso una brutta piega “alla juventus” tanto per intenderci, pochi acquisti, giocatori di una certa età con cui non si va da nessuna parte e poi, improvvisamente, il colpo. Tagliata una testa ne sono ricresciute due. Il problema con quest’uomo, con questo sistema, non è la mancanza di opposizione, io sono convinto che, tutto sommato, la “normale” politica portata avanti dal PD e compagnia sia, per quanto inefficace, almeno un’ancora ad un sistema politico normale, in cui magari non si è compatti, si discute, si combinano varie anime diverse ma non è forse questo il vero senso della democrazia? Il problema dell’opposizione è la mancanza di tempismo. L’idra va uccisa subito, quando se ne presenta l’occasione, senza aspettare neanche un secondo, senza tentennamenti. Non le va dato modo di farsi ricrescere le teste. Concedergli tempo è farla rivivere. E’ successo così a novembre quando Fini, dopo la prova di forza data nel separarsi da un’alleato ormai impresentabile gli ha concesso un mese di tempo per comprarsi un lotto di parlamentari in cerca di fortuna e fama, sull’onda della quale in governo ha continuato a vivere per alti sei mesi. Spero non si ripeta ora con i quindici giorni che ci separano dai ballottaggi. Spero che in questi giorni nessuno si faccia abbindolare da un cambio di strategia che non può che essere farlocco, utile solo a risolvere un problema per poi tornare ad essere quello che si era prima, è successo altre volte, succederà ancora se glie ne si da la possibilità. Prendiamo il referendum, per esempio, esempio più che calzante, fallita la strategia del “non parliamone” grazie ( mi vengono i brividi a usare questa espressione ) all’incidente di fukushima si appronta un decretino per affossare il referendum in attesa di riproporlo più in la, gabbando la democrazia e il principio che i cittadini hanno il diritto di esprimersi su questioni di così vitale importanza e che il loro parere si rispettato. Ora aspetto di vedere cosa succederà. Questo però mi porta a pensare… sarebbe così assuro ipotizzare un coinvolgimento più pesante da parte mia? Sono sempre stato più spettatore che attore, anche quando, in tempi remoti, frequentavo un po’ partiti e associazioni. Ora mi chiedo se non si abbia il dovere di dare un contributo, tutti, anche io, anche misero per carità ma impegnarsi, far vedere che ci siamo, farsi prendere da un barlume di speranza. Leggo del candidato sindaco di centrosinistra di una città che non è la mia ma che, in qualche modo, mi interessa, bello di facciata ma coinvolto ( pare ) in mille loschi affari e penso: Ma era così difficile trovarne uno buono? uno di cui non vergognarsi? uno che poi non possa essere usato contro il nostro presidente di regione che reputo uno dei pochi galantuomini rimasti? Leggo del movimento 5 stelle, per carità niente da dire, condivido molte delle loro idee e delle loro battaglie ma mi chiedo: E’ giusto fare i “duri e puri” sempre e a qualsiasi costo? E’ così che si produce un cambiamento o è così che si perde l’abbrivio creato da una splendida idea? ancora volta rifletto sulla mancanza di tempismo. Il movimento c’è ora e aspettare cinque-dieci anni che abbia la forza di cambiare le cose da solo non lo condanna a perdere inevitabilmente pezzi lungo la strada? Il cambiamento è auspicabile subito, ora che ce n’è la possibilità e, a volte, le cose si cambiano anche dall’interno. Partecipando attivamente, tenendo bene gli occhi aperti, influenzando in maniera sempre più grande le scelte. Secondo me è questa la via ma in fondo io non sono nessuno, per ora mi chiedo, innanzi tutto, da che parte stare perchè, come la maggioranza degli italiani, credo, ho ben chiaro CONTRO chi voglio stare ma non CON chi. Quando avrò trovato una risposta a questa domanda saò pronto ad agire, spero, e spero pure di non far passare troppo tempo perchè se vogliamo sistemare un po’ le cose è bene che ci si metta subito d’impegno.