Io parlo, chi ascolta?

Riflettevo su un argomento molto di moda in questo periodo, la crisi della politica. Una cosa che,  secondo me, ha origine molto di più dai giovani che dagli adulti. Secondo me il fallimento del concetto stesso di politica tradizionale nasce dal fatto che la maggior parte dei giovani non si sente rappresentato.Ritengo che la politica, o meglio IL POLITICO dovrebbe essere colui che si fa portavoce, che raccoglie le istanze dei suoi elettori e le porta all’attenzione di chi ha il potere decisionale per cambiare le cose. In questo paese, spesso invece, il politico è colui che ha potere decisionale per cambiare le cose a livello locale ( quello appunto degli elettori che lo designano per l’incarico ) o meglio, per elargire favori, ma poco o nulla conta a livello di potere centrale. Esplicito: Il politico può far assumere una persona, cambiandogli la vita, può intercedere per una commessa o un appalto, può risolvere problemi burocratici ma non può intervenire su quelle che sono le cause di quei problemi, la disoccupazione, la crisi delle aziende, la burocrazia. Spesso perchè, a mio parere, tutto ciò costituisce un sistema che consente ai politici stessi di avere potere. La persistenza del problema fa si che sia necessario una figura che il problema lo risolve, anche se spesso quella figura è espressione della causa che ha creato il problema. Tutto così si svolge a livello locale, è il federalismo italiano 2.0. Tutto questo però, ovviamente, è limitato alla “cerchia” del politico, cioè alle persone che possono in qualche modo arrivare a lui ed essere ascoltate. Da qui nasce il problema della rappresentanza. Il politico può agire solo a livello locale, limita però i suoi interventi a coloro che gli sono vicini o che gli servono, tutti gli altri sono tagliati fuori. Io, per esempio, non conosco un politico, voto per convinzione, questo si traduce nel fatto che, pur avendo io votato un partito che magari ha vinto le elezioni, pur avendo votato un politico che è stato eletto, non ho una figura di riferimento che ascolti le mie istanze e le riporti, quantomeno cercando di fare qualcosa per risolvere i problemi. Dicevo questo perchè un adulto, la sua cerchia di amicizie e conoscenze l’ha creata in altri tempi, con quel politico magari ci è cresciuto. Come fa un ragazzo a parlare con un uomo che ha il triplo dei suoi anni se non è presentato da nessuno? Mancanza di rappresentanza. Tutto il sistema va a rotoli. Cresce il voto di protesta che in realtà non serve a nulla ma genera solo un altro gruppo, disposto ad ascoltare solo le questioni che interessa loro, nasce un ricambio di persone ma non cambia il sistema. Un ragazzo non rappresentato è qualcuno che vive al di fuori della società, qualcuno che non ha accesso ai normali canali di vita che costituiscono la base della società civile e l’effetto di tutto ciò è che scappa. A volte vorrei fare così, andare via e lasciarlo a loro questo paese. io non so quasi più che farmene.