Archive for the ‘Vendetta’ Category

Animalismi

lunedì, Ottobre 25th, 2010

Oggi faccio incazzare qualcuno. E’ un po’ che sono vessato, da un cane. Questo mi ha portato ad una serie di riflessioni. Odio gli animalisti. O meglio, odio i fanatici animalisti, quelli che reputano gli animali più importanti delle persone. E’ assudo, gente che non alzerebbe un dito per soccorrere una persona che muore di freddo o che è in difficoltà e poi raccatta animali morenti dalla strada e li porta dal veterinario sobbarcandosi spese anche notevoli per rimetterli in sesto. Gente che permette ai propri animali di imperversare e fare i loro comodi mancando di rispetto a tutti gli altri, trattando le persone come bestie e le bestie come persone. A me da fastidio la promiscuità uomo-animale, mi piacciono gli animali, in molti casi sono più affidabili delle persone, non sopporto chi infligge maltrattamenti e sofferenze inutili agli animali ma resto sempre fermamente convinto che gli animali debbano avere il loro posto. Niente animali dove si prepara e si consuma cibo, niente vicino a letti e divani su cui ci si adagia. Meglio giadino che casa, in caso di convivenza spazi separati e regole ferreee. Invece ho a che fare con una persona che consente alla bestia di fare i propri comodi, IN UFFICIO. Sono costretto a sopportare una bestia che entra nel mio ufficio e butta all’aria cestini della spazzatura, si appoggia sulle scrivanie, tira i cavi dei pc. Io ho imposto una zona vietata per il cane e non consento che entri nei miei spazi ma il cane ha capito che se c’è il padrone vicino può fare i propri comodi e quindi abbaia e, quando arriva il padrone, approfitta e si insinua dappertutto. Ora, lo so che la colpa di tutto questo è del padrone e non del cane ma alla fine non posso fare a meno di progettare morti lente e dolorose per l’immondo quadrupede. Non ce la faccio, è l’ipocrisia suprema. Vedere uno che dice di amare la natura consentire al cane di giocare con il bidone della plastica spargendo per le aiuole bottiglie masticate e poi andar via e lasciare tutto così, ecco come tante persone intendono l’amore per gli animali. Giustificando l’assoluta mancanza di rispetto per le persone  con l’amore per gli animali. Come il caso del tassista milanese. ASSURDO. Non si può picchiare a sangue un uomo ( anche di una certa età ) in nome dell’amore per gli animali, e noi che siamo? meno delle bestie? Io esco pazzo, qui si è perso il lume della ragione. In tutto ci vuole equilibrio altrimenti ogni cosa diventa una scusa per mascherare l’egoismo e i soprusi. Ogni volta che vedo una persona soccorrere un animale in mezzo alla strada penso a quella persone che incontra un bambino ad un semaforo e a ciò che farebbe e mi riesce sempre più difficile credere che lo tratterebbe allo stesso modo. Penso all’infermiera rumena stesa per terra morente in piena stazione della metro con la gente che quasi la calpestava ignorandola, se fosse stata un cane quanto sarebbe rimasta li a terra? A volte l’umanità mi fa davvero schifo, anzi, mi fa schifo l’ipocrisia che si nasconde dietro i sentimenti più nobili, tipica di certa umanità.

Preghiera del motociclista

giovedì, Dicembre 18th, 2008

O dei della terra e della meccanica
scaldate le mie gomme affinchè aderiscano bene all’asfalto
benedite i miei freni poichè da essi dipende la mia vita
datemi cavalli per correre e temperanza per non usarli tutti
datemi sempre un metro di strada libera e pulita in cui infilarmi
datemi forza, equilibrio, riflessi e vista chiara
proteggetemi dagli autisti maldestri e dai camionisti che perdono il carico
datemi freddo, profumi e vento. Datemi il sole. Datemi la libertà!

Avviso: Questo post è una Carognata

martedì, Gennaio 22nd, 2008

Robert Neville“In un baleno, quella consapevolezza si fuse con ciò che leggeva sui loro volti – stupore, paura, orrore e ribrezzo – e seppe di terrorizzarli. Ai loro occhi lui era un flagello spaventoso, sconosciuto, persino peggiore della malattia con la quale avevano imparato a convivere. Era uno spettro invisibile che per provare la propria esistenza si era lasciato dietro i corpi esangui dei loro cari. Capì quel che provavano e non li odiò. La mano destra strinse la bustina di pillole. Purchè la fine non fosse violenta, purchè non si trasformasse in un massacro sotto i loro occhi….
Robert Neville posò lo sguardo sui nuovi abitanti della terra. Sapeva di non essere uno di loro; sapeva di essere un anatema, un orrore nero da distruggere, come i vampiri. E quell’idea lo colpì come un fulmine, distogliendolo perfino dal dolore.

Un risolino strozzato gli riempì la gola. Si girò e si appoggiò alla parete mentre ingoiava le pillole. il cerchio è completo. Un nuovo terrore prende forma dalla morte, una nuova superstizione penetra la fortezza inattaccabile dell’infinto.

 

Io sono Leggenda.”

Lo sò che è una carognata, che non si dovrebbe fare, che almeno dovevo avvisare ma oggi mi sento particolarmente bastardo e vi lascio un pezzo del libro che mi sta ossessionando in questo periodo. Stasera mi sento un po’ come Robert Neville. Un po’ Mostro, un po’ solo, un pò dolorante… Stasera Io sono Leggenda.

Serata Casalinga

martedì, Gennaio 22nd, 2008

Ieri sera abbiamo organizzato una serata casalinga. Tema della serata “Accettateci per quello che siamo”. In nome di questo slogan abbiamo fatto i coglioni tutta la sera. Due casse di birra, Cus-Cus con verdure che sembrava più un minestrone, qualche sigaretta truccata e DVD di “Mio Cognato”. Ogni Tanto Qualcuno si Alzava e urlava…. “Vito.. Vitooooooooooo” con perfetto accento barese. Tra Urla.. “Da oggi ho un nuovo mito.. Chiamatemi Sandokann” ecc. ecc. Alla fine abbiamo vuotato la famosa bottiglia di Mescal sopravvisuta dal mio compleanno, quella di cui parlavo qui. Indovinate a chi è toccato l’ultimo bicchiere, con conseguente ingestione del verme? Esatto… ho mangiato il “Gusano”, come previsto non sà di niente, l’unico problema è stato sentire la sensazione delle zampette sulla lingua. I miei amici mi hanno coglionato a morte per averlo fatto. Adesso vado su internet e ne ordino un’altra bottiglia. Non vedo l’ora di farlo mangiare a qualcun’altro… allora sarò io a ridere

E ti pareva….

venerdì, Aprile 27th, 2007

Ma li MORTACCCCIIIII

!!!!!!!!

Rinascita

martedì, Aprile 24th, 2007


Ok.. Non è mia usanza piangermi addosso più di tanto. Ho le spalle abbastanza larghe da sopportare anche questo. Intanto ho trovato un nuovo lavoro… questo!

Rock ‘n Roll !!!

Maledetto Lunedì

lunedì, Aprile 16th, 2007

Oggi SPLENDEVA il sole. Adesso è tutto avvolto da una nebbia rosso sangue. Ho bisogno di far esplodere tutto ciò che ho dentro. Ho preso a pugni il muro, non è servito a nulla. Ho voglia di farla finita con tutto e con tutti. Mi serve un ‘isola deserta. Un posto dove essere solo e senza problemi. Dove ritrovare la mia completezza. Dove assaporare la vita. Voglio spaccare tutto. Sono semplicemente furioso. A volte credo che se è destino che la mia vita vada a puttane allora che ci vada alla grandissima. Con stile. Che sia un regnare all’inferno piuttosto che servire in paradiso. Questo post è per avvertire tutti coloro che mi conoscono. Statemi alla larga. Distruggo tutto ciò che tocco. A starmi vicini prima o poi vi brucerete. Lasciatemi solo. E’ il mio destino.

Mi sono Innamorato

giovedì, Dicembre 7th, 2006

Booble666 ti voglio sposareeeee!!!!!

Ebbene si, lo confesso….. sono io !

giovedì, Novembre 30th, 2006

Raggio X

“Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni”

Urlo

martedì, Novembre 14th, 2006

Voglio Cambiare Aria! Mi sono rotto il cazzo della vita che faccio qui!!!!!!!!

Lunedì Sera

lunedì, Novembre 13th, 2006

Stasera serata Casalinga…. Una decina di persone, spaghetti aglio e olio venuti male, piccantissimi ma senza sale, birre a volontà, salsiccia di vitello e numerose sigarette truccate…. Ci siamo visti SAW 2, film semplicemente fantastico! e poi il finale di “Natural born Killer”, solo la parte della rivolta nel carcere. Abbiamo consumato due cartoni di peroni. la testa corre da sola. La cucina semba hiroshima dopo il bombardamento. La mia testa rintocca come una campana il giorno di natale, mio fratello sbanda quando si sposta da una stanza all’altra. Scrivendo questo post ho dovuto cancellare almeno la metà delle lettere digitate sulla tastiera per far sì che avesse un senso. Turpiloquio è scappato mezz’ora fà quando ha raggiunto il limite dello stato di coscienza. Sono contento. E’ stata una bella serata condivisa con belle persone.

Frustrazione

domenica, Novembre 12th, 2006

Oggi la giornata è un po’ grigia, influenza il mio umore rendendolo un po’ malinconico. Ieri ho compiuto 33 anni, iniziano a diventare troppi. Me li sento tutti addosso che mi tirano giù, quasi volessero incatenarmi ad un mondo dalla quale ho sempre desiderato sfuggire. Ho una sindrome di Peter Pan terribile, cel’ho sempre avuta. Mi sono sempre rifiutato di fare le cose che l’età mi imponeva e ho sempre fatto quelle che ho voluto. Anche a costo di sembrare infantile, non credo di essere infantile però odio sentirmi dire “non sei troppo vecchio per stare qui…….. non hai più l’età per fare questo……. alla tua età dovresti pensare a costruirti una vita seria….. “. Porca Miseria. IO VOGLIO ESSERE LIBEROOOOOO! Forse un giorno troverò anch’io una donna da amare e penserò a sposarmi e a fare dei figli, forse capirò che una carriera lavorativa seria vale più di tante notti brave in giro a fare casino, forse addirittura comprenderò il misterioso desiderio di comprarsi un SUV per sembrare importante…. ma fino ad allora lasciatemi stare. Non voglio nessuno accanto, o almeno nessuno a cui rendere conto di dove sono e cosa faccio, fino al allora il lavoro sarà solo un mezzo per potermi godere la vita e fino ad allora continuerà ad andare in giro con la mia dignitosa clio color blu sporco che non mi farà sentire importante ma, in compenso, mi porta dove voglio e non intralcia il traffico come un tir a rimorchio.
In sottofondo sto ascoltando lo spettacolo di Beppe Grillo, urla come un ossesso, si incazza e cerca di trasmettere dei concetti a cui l’italiano medio è impermeabile, ecco come mi sento io ora. Vorrei urlare al mondo sento quella voce e riconosco la frustrazione di chi ne subisce tante e vuole ribellarsi ma si scopre solo. Mi sento esattamente così. Solo davanti a tutta una montagna, un’everest, di pregiudizi e di imposizioni, di prevaricazioni e di provocazioni che sembrano fatte apposta per spingermi ad uniformarmi alla massa, a “crescere” finalmente.
Voglio urlare al mondo “Spara pure il tuo colpo migliore, io sono qui che aspetto! Non mi piegherai così facilmente!”.

Edmondo Dantès #4

sabato, Novembre 4th, 2006

Mio caro Massimiliano,
troverete per voi una feluca all’ancora. Jacopo vi condurrà a Livorno, ove il Signor Noirtier aspetta sua nipote, che vuol benedire prima che vi segua all’altare. Tutto ciò che è in questa grotta, amico mio, la mia casa agli Champs-Elysées e il mio piccolo castello di Trèport sono regali di nozze che Edmondo Dantès fa al figlio del suo padrone Morrel; la signorina Villefort vorrà accettarne la metà, poichè la supplico di dare ai poveri di Parigi tutte le ricchezze che le possono venire per eredità da suo padre, divenuto pazzo, e da suo fratello morto in settembre con sua madre. Dite all’angelo che veglierà sulla vostra vita, Morrel, di pregare qualche volta per un uomo che, simile a Satana, per un momento si è creduto simile a Dio, e ha riconosciuto, con tutta l’umiltà di un cristiano, che nelle mani di Dio soltanto sta il supremo potere e la infinita sapienza. Queste preghiere addolciranno forse i rimorsi che porta con se nel profondo del cuore. In quanto a voi Morrel,  ecco tutto il segreto della condotta che ho tenuto verso di voi: non vi è né felicità né infelicità in questo mondo, è soltanto il paragone di uno stato ad un altro, ecco tutto. Quegli solo che ha provato l’estremo dolore è atto a gustare la suprema felicità. Bisognava aver bramato la morte, Massimiliano, per sapere quale bene è vivere. Vivete dunque e siate felici, figli prediletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all’uomo l’avvenire, tutta l’umana saggezza sarà riposta in queste due parole; Aspettare e sperare.

Vostro amico Edmondo Dantès, Conte di Montecristo.

Alexandre Dumas – Il Conte di Montecristo

Edmondo Dantès #3

sabato, Novembre 4th, 2006

<<E di che debbo pentirmi?>> Balbettò Danglars.
<<Di tutto il male che avete fatto>> Disse la voce.
<<Oh, si, mi pento!>> gridò Danglars, battendo il petto con lo scarno pugno.
<<Allora vi perdono>> disse l’uomo, gettando il suo mantello, e facendo un passo avanti per esporsi meglio alla luce.
<<Il conte di Montecristo!>> disse Danglars più pallido per il terrore di quanto un momento prima per la fame e gli stenti.
<<Sbagliate, non sono il conte di Montecristo.>>
<<E chi siete, dunque?>>
<<Sono quello che avete venduto, denunziato, disonorato; sono quello di cui avete prostituita la fidanzata; sono quello che avete calpestato per formare la vostra fortuna; sono quello al quale avete fatto morire il padre di fame…. Vi avevo condannato a morire di fame, e invece vi perdono, perchè io pure ho bisogno di perdono….. Sono Edmondo Dantès!>>

Alexandre Dumas – Il Conte di Montecristo

Edmondo Dantès #2

sabato, Novembre 4th, 2006

<<Questo è il viso del Signor di  Montecristo>> gridò Villefort con gli occhi stravolti.
<<Neppure, Signor Procuratore, cercate meglio e più lontano.>>
<< Qual voce, qual voce, dove mai l’ho sentita? >>
<<L’avete sentita a Marsiglia, ventitrè anni fà, il giorno del vostro fidanzamento con la signorina di Saint-Meran. Cercate nei vostri registri.>>
<< Voi non siete Busoni? Non siete Montecristo? Mio Dio, voi siete quel nemico nascosto, implacabile, mortale!….. Io senza dubbio ho commesso un delitto contro di voi a Marsiglia… Oh me disgraziato!>>
<<Si, avete memoria>> disse il conte incrociando le braccia sul largo petto: <<Cercate, cercate….>>
<<Ma che cosa vi ho dunque fatto? >> gridò Villefort, il cui spirito già vacillava tra la ragione e la follia in una caligine che non era più nè sogno nè veglia. <<Che vi ho dunque fatto? Dite! Parlate!>>
<<Voi mi avete condannato ad una morte lenta ed avete ucciso mio padre, mi avete tolto l’amore con la libertà, e la felicità con l’amore! >>
<<Chi siete? Chi siete dunque, mio Dio?>>
<<Io sono lo spettro d’un disgraziato che avete sepolto nelle carceri del castello d’If. A questo spettro, sorto finalmente dalla tomba, il cielo ha messo la maschera del conte di Montecristo, e lo ha ricoperto di diamanti e d’oro perchè solo oggi lo riconosciate.>>
<<Ah, ti riconosco, ti riconosco!>> disse il regio procuratore, <<Tu sei ….. >>
<<Io sono Edmondo Dantès!>>

Alexandre Dumas – Il Conte di Montecristo

La Galleria delle Ombre

giovedì, Novembre 2nd, 2006

Da due anni vivo in questa casa con mio fratello. Quando i miei l’hanno comprata ho subito pensato “questa è la casa dove voglio vivere”. Si trova in pieno centro, tra con28102006.jpgdomini di quattro-cinque piani, ma è una palazzina indipendente a due piani circondata da un giardino con tanto di viale alberato, praticamente un microcosmo immerso tra giganti di cemento. Quando l’hanno comprata era in condizioni pietose, quasi cadente, ed inoltre il piano terra è occupato da una vecchietta, per cui oltre ai necessari lavori di ristrutturazione, non c’è abbastanza spazio per cinque persone. Così ho deciso di trasferirmici e mio fratello mi ha seguito a ruota. Abbiamo fatto tutto noi, dai primi lavori di sistemazione degli impianti, all’allestimento della cucina e delle camere da letto, cambiato lo scaldabagno, sistemato il bagno e ci siamo trasferiti. ho riservato una stanza a ciò che resta del mio ufficio, in una stanza ci sto io e nell’altra mio fratello, abbiamo costruito una cuccia per il coniglio fuori al balcone e poi c’è cucina e bagno. Qui ci vivo in modo assurdo, è diventata quasi una comune. La gente va e viene a tutte le ore del giorno e della notte, si ferma persino a dormire, ormai ci organizzano anche le feste. Non è che garantisca molto la privacy ma il divertimento si. le pareti erano un po’ rovinate così , dopo numerosi saccheggi nei cinema della zona, le abbiamo ricoperte tutte di poster e locandine di film. Un amico che dipinge ci ha regalato alcuni quadri e abbiamo usato la fantasia per sistemare il tutto renderla abitabile e decente a vedersi senza dissanguarci in mobili ed arredamenti “convenzionali”. l’unico problema è che manca il riscaldamento, l’inverno si muore di freddo. Cmq è stata una delle soddsfazioni più grandi, prendere un rudere e farne un luogo in cui vivere. Lo stereo e la tv a tutto volume, le chiacchere e le urla fino a notte fonda non è che facciano impazzire di 30102006.jpggioia il vicinato ma si sono abituati. Non abbiamo messo il cognome sul citofono e quindi ormai ci chiamano “i pirati” per via della bandiera che sventola sul terrazzo. Credo che tutto ciò durerà fino a che i miei non la rimetteranno a nuovo e vi ci si trasferiranno al piano terra, ma fino ad allora ho intenzione di godermela più che posso.

Edmondo Dantès #1

martedì, Ottobre 31st, 2006

<< Fernando!>> gridò il conte. <<Dei miei cento nomi, io non avrei bisogno che di dirtene uno solo per fulminarti! Ma questo nome tu l’indovini, non è vero? O piuttosto, te lo ricordi? Poichè malgrado tutti i miei affanni, tutte le mie torture, oggi ti mostro un viso che la felicità della vendetta ringiovanisce, un viso che devi aver veduto molte volte nei tuoi sogni dopo il tuo matrimonio…. con Mercedes, mia fidanzata! >>
Il Generale, con la testa rovesciata indietro, le mani tese, lo sguardo fisso, divorava in silenzio quelle terribili parole. Subito dopo, appoggiandosi alle pareti, strisciò lentamente fino alla porta, da cui uscì all’indietro, lasciandosi sfuggire un solo grido, lugubre, lamentevole, dilaniante: <<Edmondo Dantès!>>

Alexandre Dumas – Il Conte di Montecristo

Halloween

lunedì, Ottobre 30th, 2006

Domani si festeggia Halloween, devo dire che la festa, così come ce la vendono i media, all’americana, non mi piace più di tanto ma la festeggio per due motivi. Il primo è che è una festa di origine celtica:

Nella dimensione circolare del tempo seguita dai celti, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale, che non apparteneva né all’anno vecchio e neppure al nuovo: in questo momento il velo che divideva dalla terra dei morti (Tir na n’Og) si assottigliava ed i vivi potevano accedervi.
I celti non temevano i propri morti e lasciavano per loro del cibo sulla tavola in segno di accoglienza per quanti facessero visita ai vivi.
Fonte: Wikipedia

Il secondo motivo è il film “Il Corvo”: Eravamo ragazzini quando lo abbiamo visto e ci siamo un po’ fatti prendere, da allora la notte di halloween è all’insegna del “Fuoco e Fiamme”. Di solito andiamo in giro a bere come i pazzi e a fare casino. Non raramente abbiamo finito la festa in ospedale. Di solito ci troviamo tutti in un pub irlandese dove, per l’occasione, suona un gruppo folk ( sempre lo stesso da anni, si esibisce solo in quel locale ad halloween e a San Patrizio ) e giù di guinness e di balli scatenati. Quando arrivano i carabinieri a far tacere la musica ci si disperde e allora iniziano i guai. Più di una volta siamo dovuti scappare davanti alle guardie. In generale è una bella serata per sentirsi vivi, sarà la vicinanza con il mondo dei morti, sarà che si respira un’aria magica, mi piace andare in giro la nottre di halloween, in barba ai parrucconi che “non la festeggio perchè è la solita festa impostaci dagli americani” (anche se in effetti un po’ è così, ma chissenefregaaaaaa )

Fuoco e Fiamme

sabato, Ottobre 28th, 2006

Oggi sono più nervoso e irritabile del solito. Da quando mi sono alzato mi porto dietro una carica di emotività inesplosa che cerca di farsi largo tra le sbarre della razionalità che mi sono auto-imposto per poter almeno conservare il lavoro. Ho voglia di fare qualche cazzata, ma di quelle grosse. Spaccare finestre, incendiare auto, rompere tavoli, sedie, muri, picchiare e farmi picchiare. Vedo la gente intorno a me e mi chiedo se si rendono conto che sono già morti. Sembrano tanti zombi che girano per le strade di questa città di merda senza sapere che cazzo ci fanno su questa terra. Mio dio, sto impazzendo. Sono uscito, sono andato con i miei amici in un pub irlandese e ho bevuto birra fino a stare male. Sono tornato a casa con la speranza di aver finalmente ottenebrato le facoltà mentali ma, evidentemente, non è ancora così. Ora scrivo della mia rabbia, una rabbia nata non so’ come. Spero che farlo mi aiuti ad espellere un po’ del veleno che ho dentro oggi e a farmi dormire. Si avvicina il 5 novembre, vorrei tener fede al mio avatar e fare qualcosa di cui poi ci si possa ricordare per un po’ di tempo. Mi sà, però, che l’unica cosa che riuscirò a distruggere sarà, ancora una volta, il mio corpo e la mia mente. Voglio solo stordirmi e non pensare.

Attimo di Debolezza

mercoledì, Ottobre 25th, 2006

La vita è buffa. Rimettevo un po’ d’ordine tra le mie cose e all’improvviso mi capita tra le mani un quaderno con delle cose scritte da te. Ne è passata di acqua sotto i ponti. Rileggendo quelle pagine mi chiedevo in che occasione fossero state scritte. Poi credo di aver capito. Sono state scritte dopo la prima vacanza a Londra. Ora, ironia della sorte, sto cercando i resti di quella vacanza per progettare un nuovo viaggio. Ne è passato di tempo……. Ci siamo rimessi insieme, sono passati anni, ci siamo lasciati e poi rimessi e infine di nuovo lasciati, questa volta definitivamente. Non ci rivolgiamo più una parola esattamente dal 23 maggio del 2005 però ricordo ancora quel giorno. La riunione incasinata in ufficio, il tuo tono al telefono, le cose che ci siamo detti quella sera….. la frase che ha posto fine a tutto “Non ti sei accorto che non riesco neanche più a dormirti vicino?”. Si, una parte di me se ne era accorto ma l’aveva messa da parte. Devo ammettere che fu una bella doccia fredda. Non me l’aspettavo. Anche se in fondo sapevo che non poteva durare. Un pò di tempo fà riflettevo sul fatto che tutte le ragazze di trani da giovani sono alternative e poi, crescendo, si uniformano ai fighetti di cui questa città abbonda. Credevo che tu fossi diversa dalle altre ma mi sbagliavo, ci sei arrivata solo un pò più tardi. Non riesco a credere che ti sto scrivendo una “lettera” anche se sò che tu non la leggerai mai. Non avrei mai creduto di pensare di nuovo a te fino a che non ho tirato fuori le foto fatte a Cadmen Town e non mi è ritornato alla mente ciò che ho provato quel giorno. Credevo di averti buttato fuori dalla mia vita invece bastarono pochi gadget di “Nightmare before xmas” a riportarmi alla mente la tua faccia. Non preoccuparti però, fu solo un attimo di debolezza che passò presto, proprio come passerà questo. Non ho nessuna intenzione di riavvicinarmi a te, nemmeno come amico. Hai fatto la tua scelta e, ormai, dovrai affrontarne le conseguenze. Ti conosco. Sò come sei fatta e ti auguro di cuore di scoprire presto come sono fatte le persone che tanto ti piacciono e che hai preferito a me. Io ho tantissimi difetti ma sono sempre stato sincero e ora vedrai se ti riuscirà di trovare questa cosa in altri tanto facilmente. Non ho più rimpianti ormai. Ho aperto gli occhi. L’unica cosa che vorrei fare ora è dimenticarmi di te e poterti guardare senza provare assolutamente nulla ma, come ho scritto, io sono sincero e per questo posso confessare che ciò che provavo era forte e non è facile da dimenticare, ma ti prometto che ci riuscirò. Non scambiare la mia sicurezza per arroganza, ciò che io ti ho dato nessuno mai riuscirà ad eguagliarlo e spero che te ne renderai conto prima o poi. Quando lo farai, però, sarà già troppo tardi. Ormai sono io che non sopporterei più di dormire con te.