Archive for the ‘Vita’ Category

Amare vuol dire.. Senza Zucchero!

martedì, Maggio 26th, 2009

” Non voglio più, non voglio più… basta.. fa maleeeeeeeeeeee, qualcuno mi aiuti, è buio qui, non c’è luce. Fa freddo. Sono solo e non c’è nessuno che mi tenga compagnia, vorrei una faccia amica e tutto ciò che vedo sono spalle. Sento il calore che se ne va, sento il freddo che sale. Tutto è arido e scolorito. Non c’è più gioia, solo acredine, niente più sorrisi, solo sguardi torvi. Questo è ciò che rimane del ragazzo che una volta amava amare? Sento solo un enorme desiderio di auto-distruzione, una voglia matta di esplodere, di scacciare il dolore con altro dolore, di abbracciare la rabbia e farmi trasportare nell’abisso in cui non vedere più neanche quel flebile raggio di luce che ora mi arriva. Sono stanco di mantenere in piedi deboli barriere che mi separino da ciò che ho dentro, stufo di mantenere una facciata di normalità quando in me c’è solo follia. L’amore rende folli. Sono arrivato ad elemosinare attenzione e ho ricevuto solo briciole, ho umiliato me stesso e il mio orgoglio cercando di inseguire la razionalità, ho ignorato ogni ragione salvo quella del cuore e cosa ho ottenuto in cambio? Cocci. Cocci che non possono neanche essere rimessi insieme.E’ come una marea che travolge tutto, tutto filtra e mi travolge, ogni parola, ogni sguardo lascia il segno, cicatrici profonde che vanno in cancrena e dilaniano l’anima. Aiuto. Non voglio più continuare così.”

Riprendo un pezzo che scrissi tempo fa. Un’urlo di dolore che forse non si è mai spento davvero. Stasera è serata di confidenze, di parole profonde e pesanti. Parole che, a modo loro, costituivano un’urlo anche più forte di questo. Ognuno di noi ha i suoi personali demoni con cui fare i conti. Questo era il mio, altri vicino a me hanno il loro personale tormento. E’ serata di demoni stasera. Li sento aleggiare intorno a me. Spettri pronti a germirci nel buio, a prenderci e a trascinarci nell’inferno, oltre il reame del sogno. Stanotte anche io ho paura del buio. Ho visto le bestie che si agitano nell’oscurità , negli occhi di un amico ho visto i suoi demoni e, riflessi, anche i miei. Stanotte ho paura.

Io sono un alcolizzato!!!

mercoledì, Maggio 6th, 2009

Un Tranquillo week-end di “paura”

lunedì, Marzo 9th, 2009

Venerdì:

Pomeriggio no-work

Serata House… no la musica… Casa! Addormentato sulla poltrona 🙂

Sabato:

Incontrato “Socio”.. se non di titolo, di fatto sicuramente, grandi prospettive.

Partita a calcetto: Vinciamo di 4 e prestazione soddisfacente al centro della difesa “alla baresi” 🙂

Domenica:

Gioa, allegria, stanchezza e sudore, un po’ di tristezza ma bellissima giornata. Non basterebbe una settimana per descrivere ciò che ho provato e gli innumerevoli stati d’animo e pensieri che si sono succeduti.

Lunedì:

Decisione drastica, taglio netto. Come dice mio fratello: Assomiglio a Zangief 🙂

zangief

My New Look

Hellblazer

martedì, Marzo 3rd, 2009

« Io sono quello che esce dall’ombra, strafigo e arrogante con soprabito e sigaretta, pronto ad affrontare la follia. Ah, penso io a tutto. Posso salvarvi. Dovesse anche costarvi fino all’ultima goccia del vostro sangue, scaccerò i vostri demoni. Li prenderò a calci nei coglioni. Sputerò loro addosso mentre sono a terra e poi sparirò di nuovo nell’ombra, lasciandomi dietro solo un cenno, una strizzata d’occhio e una battuta sagace. Cammino da solo… Chi mai vorrebbe camminare con me? »

Ognuno di noi ha una sua “immagine di se”, un modo di vedersi che quasi mai corrisponde alla realtà, che è più come vorremmo essere che come siamo. Questo è il mio. John Constantine. Ecco come vorrei essere, oddio, punti di contatto ne abbiamo. Anche io bevo parecchio, mi interesso in una certa misura di cose oscure, ogni tanto sparisco nell’ombra e a volte mi riesce di fare anche qualche battuta sagace. C’è un dono che invidio particolarmente al personaggio di Constantine: “Posso salvarvi. Dovesse anche costarvi fino all’ultima goccia del vostro sangue” la capacità di aiutare la gente senza pagare alcun prezzo. Senza perdere pezzi di anima per la strada, senza sopportare alcuna responsabilità, senza nessun coinvolgimento emotivo. Io, purtroppo, non sono così. Anche a distanza di anni sento di aver lasciato pezzi per strada. Quando ripenso a qualcuno che ho conosciuto, con cui c’è stato un qualche tipo di rapporto “intimo” sento di aver comunque dato un pezzo di me a questa persona, un pezzo di me che quasi sempre mi manca, come mi manca la persona a cui l’ho concesso. Gente conosciuta su internet, con cui ho condiviso nottate in chat e al telefono, ragazze con cui non hanno funzionato storie, amici che hanno preso altre strade, tutti. Ripenso con nostalgia a coloro che hanno avuto qualcosa da dirmi e a cui io ho detto qualcosa. Anche se magari la maggior parte di loro non ci crede. Altra parte in cui mi riconosco benissimo invece è lo “Sparirò nel’ombra…” Quella si che è una cosa che mi contraddistingue, ne ho sempre avuta la capacità, quella di mollare tutto e far perdere le mie tracce. In tanti possno testimoniarlo. Altrettanto veritiera è la frase conclusiva: Chi mai vorrebbe caminare con me? Parole sante. In queso periodo me lo chiedo ogni secondo, ogni volta che rifletto sulla mia vita e su quello che sono e questo, inevitabilmente, fa sorgere in me una voglia di distruggere e di distruggermi, di mandare affanculo anche le poche cose belle che ho faticosamente costruito o conquistato. Ora mi viene solo da citare un altro dei miei idoli “fumettistici”: Sandman che brinda alla sua probabile fine così:

« Agli amici assenti, agli amori perduti, Agli Antichi Dei e alla stagione delle nebbie e che ognuno di noi possa sempre dare al diavolo ciò che gli spetta!!! »

Solo !

giovedì, Gennaio 15th, 2009

Nessun’ uomo è un’isola… chi lo diceva? non ricordo. E’ un po’ che ho questa sensazione di solitudine. Pensieri nostalgici e tristi. Desiderio di una persona vicino. Ieri notte ero nel mio letto, solo, pensavo. Pensavo ad una donna a sussurrare “ti amo” guardandola negli occhi, pensavo ad un amico con cui parlare, pensavo ad un sostegno morale che quasi mai ho. Non sò a cosa sia dovuto tutto questo. Probabilmente al fatto che mi sono stufato di vivere sempre storie assurde. Ho voglia di qualcosa di semplice, di immediato. Voglia di qualcosa di piccolo ma di mio. Ecco il punto… lottare, lottare sempre, per ogni cosa, anche per la più piccola. Oddio, è logico, tutti lo fanno, ovvio che non è una cosa solo mia, ma lo faccio pure io ed è normale, credo, che ogni tanto uno si senta un po’ stanco. In linea con queste nuove sensazioni ho ripreso a leggere Sandman. Questo non aiuta il mio umore. Leggere quel fumetto mi ha sempre fatto prendere coscienza di tante cose, sin dalle prime volte. La solitudine di Sogno, il suo essere sempre sopra ogni cosa senza poterla condividere con nessuno se non con i suoi pari che però hanno a loro volta i suoi stessi problemi, i disegni, le storie di vite piccole davanti al grande re del reame dei sogni… tutto questo mi mette malinconia, mi provoca tristezza e mi fa navigare in un mare di pensieri un po tetri, mi mette davanti ad una parte di me che cerco sempre di tenere a bada, quella parte piccola e debole che c’è in ciascuno di noi, quella parte che regge tutto il resto e che ogni tanto deve tirare il fiato. Quella parte che costituisce la debolezza ma, al tempo stesso, la forza di ogni essere umano, quello che ci spinge ad avvicinarci l’uno all’altro perchè, come ho detto all’inizio, nessun’ uomo è un’isola ed, evidentemente, neanche io.

In Cerca di Amy

mercoledì, Dicembre 24th, 2008

Per ulteriori chiarimenti vedere qui e qui… probabilmente a breve al terza puntata 🙂

Preghiera del motociclista

giovedì, Dicembre 18th, 2008

O dei della terra e della meccanica
scaldate le mie gomme affinchè aderiscano bene all’asfalto
benedite i miei freni poichè da essi dipende la mia vita
datemi cavalli per correre e temperanza per non usarli tutti
datemi sempre un metro di strada libera e pulita in cui infilarmi
datemi forza, equilibrio, riflessi e vista chiara
proteggetemi dagli autisti maldestri e dai camionisti che perdono il carico
datemi freddo, profumi e vento. Datemi il sole. Datemi la libertà!

Pensieri di fuga

mercoledì, Dicembre 17th, 2008

Voglio restare solo. Vorrei smettere di aver bisogno di contatti umani. Voglio scappare da tutto e, soprattutto, da tutti. Voglio andare in nepal. Portarmi solo i vestiti che riesco ad indossare. Trasferirmi li e vivere di niente, di aria, di colori, di pensieri, di gente così distante da quello che è il mio mondo attuale da sembrare aliena. Voglio lasciarmi tutto alle spalle e ricominicare. Vorrei costruire una scuola, con le mie mani, vorrei diventare un monaco buddista. Vorrei riscoprire come si mangia solamente ciò che riesce a coltivare. Sono stanco. La gente mi da fastidio. Non sopporto più nessuno. Scatto come una molla alla più piccola provocazione. maledette feste, maledetto natale. Tutti gli anni la stessa storia.

Libertà, Verità

martedì, Dicembre 16th, 2008

Non l’amore,
non i soldi,
non la fede,
non la fama,
non la giustizia…
datemi solo la Verità.

(Henry David Thoreau cit. nel film “Into the Wild”)

Non mi è mai piaciuto nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere ciò che succede ed essere ignaro e felice. Preferisco avere mille preoccupazioni ma sapere da che parte devo difendermi piuttosto che pascere ignorante nell’attesa di qualcosa che mi salti addosso. Vedo tanta gente che affronta così i problemi, problemi di qualsiasi natura. Coppie scoppiate da tempo che pur di non confrontarsi con i loro problemi li dimenticano nell’attesa che esplodano. Imprenditori che non si preoccupano del futuro delle proprie aziende come se potesse arrivare qualcosa dal cielo a salvarli quando arriverà la resa dei conti. Gente che non si cura del proprio futuro e di dove finirà questa merda di mondo. Dovunque mi giro vedo indifferenza. Per natura sono portato ad aspettarmi sempre il peggio da qualsiasi situazione, non è pessimismo però.. è pianificazione. Immagino sempre quali potrebbero essere le peggiori eventualità e mi preparo, faccio in modo di essere pronto. Se poi non si verificano meglio. Credo che questo sia la mia personale spinta a migliorare me stesso. Il punto però è che credo davvero che sia meglio sapere sempre tutto, avere sempre la verità ben chiara, per quanto dolorosa essa sia. Mi aiuta a decidere con cognizione di causa. Mi assumo meglio la responsabilità delle mie scelte se ne sono ben consapevole e non è mai una cosa facile da fare, è sempre difficile alzarsi e dire “sono stato io” ma se conosco la verità, tutto ciò che mi ha portato a fare una scelta ,lo faccio. Perchè sò che sono stato io a volerlo e non qualcuno che mi ha spinto a farlo ingannandomi.

Aspettative

giovedì, Novembre 6th, 2008

Riflettevo.. ieri sera si parlava di futuro, la discussione mi ha lasciato un pensiero in mente: Dove sarò tra dieci anni? cosa starò facendo?

Io non riesco ad immaginarlo. Sò cosa mi piacerebbe fare, cosa mi auguro che succeda, quali sono le mie speranze ma non riesco ad immaginarle realizzate. Non ho nessuna fiducia nel futuro. E’ come se non osassi neanche sperare che tutto possa realizzarsi come vorrei.

Spero in un cambiamento che porti questa società ad essere più attenta nei confronti delle persone. Spero di, qualora ne avessi bisogno, poter fare affidamento sulla giustizia, quella intesa in senso ampio, non solo quella degli uomini. Spero di riuscire a realizzare la mia vita in modo che abbia un senso, che non sia solo sopravvivere. Mi piacerebbe avere una casa e, perchè no?, anche una persona ed un cane con cui dividerla, penso che un giorno mi piacerà l’idea di avere dei figli, una barca con cui potermi godere il mare e potermi permettere di fare dei viaggi ogni tanto. Sò bene dove voglio arrivare ma, in cuor mio, non credo che niente di questo si realizzerà mai.

Credo che le cose peggioreranno sempre di più, che saremo considerati sempre più consumatori e sempre meno persone. Credo che la giustizia non è mai esistita e sarà sempre più lontano anche il ricordo che abbiamo di essa. Penso che continuerò a lavorare ma sempre con un senso di precarietà e di oppressione, senza esserne mai troppo gratificato o troppo valorizzato. Credo che non proverò mai il piacere di avere una casa mia, guadagnata, di provare il gusto di sapere che una cosa la si è conquistata con le proprie forze. Credo che un cane soffrirebbe a vivere con me e pure una donna, credo che il mare sarà già bello che morto tra dieci anni. Credo che viaggiare e conoscere altri luoghi e altre culture magari sarà proibito.

Mi sorge il solito pensiero macabro… che senso ha vivere così? dovrei turarmi il naso ed abituarmi all’idea di tirare a campare? accontentarmi di ciò che la vita mi passa perchè nn potrò avere che le briciole che chi sta più in alto di me deciderà di lasciarmi? Io non ce la faccio! Preferisco stare male, preferisco tentare, sbagliare magari e trovarmi con un pugno di mosche, preferisco morire del tutto piuttosto che lasciarsi morire dentro giorno dopo giorno. Il punto è: Come si può cambiare tutto questo? Non sò… si dovrebbe partire dalle piccole cose magari, un passo alla volta forse, il problema però è che, per come la vedo io, queste oppressioni ormai sono così grandi che non basterebbe una vita, quante vite ci vorrebbero? io ne ho solo una ma non mi rassegno. Questo adesso rappresenta la mia più grande forza ma, cntemporaneamente, ciò che fa di me un emarginato, si.. è così che mi sento adesso: Un emarginato.

Into the Wild

martedì, Settembre 30th, 2008

LocandinaTempo fà mi capitò di seguire il consiglio di svariati amici e comprarmi il dvd di “Into the wild”. Avevo già sentito parlare di quel film soprattutto per la colonna sonora di Eddie Vedder ma non ero riuscito a vederlo al cinema. Insomma, stavo comprando dei dvd quando mi capita tra le mani e lo compro… Sono rimasto letteralmente Folgorato. L’avrò rivisto mille volte, sempre immancabilmente con l’occhio lucido.. effetto commozione secondo solo a “La tempesta Perfetta”. Insomma, alcune frasi sono profonde come il mare e contengono una verità talmente semplice da essere quasi abbagliante… lo so che è solo un film ma credo che comunque contenga degli spunti di riflessione notevoli.

Parafrasando quello che dice Thoreau: non l’amore, non i soldi, non la fede, non la fama, non la giustizia, datemi la verità!

Nella vita importa non già di essere forti, ma di sentirsi forti, di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda, senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa.

Ci sono persone convinte di non meritare l’amore. Loro si allontanano in silenzio dentro spazi vuoti, cercando di chiudere le brecce al passato.

“Il tutto, ovviamente accompagnato da un buon gruppo di amici, fidati, con cui condividere queste esperienze, perchè credo che condividere sia la vera chiave per la felicità.”

Ecco ciò che scrivevo in un post a proposito di un patto con il diavolo il 23/04/2008 e che la frase di Thoreau che ho citato sopra io l’ho eletta a regola di vita e l’avrò citata almeno mille volte in svariate occasioni … premesso che “Into the Wild” ( uscito nelle sale italiane il 25 Gennaio 2008 ) il l’ho visto non al cinema ma in dvd ( uscito il 16/4/2008 ) che, ovviamente, non ho comprato subito ma dopo almeno un paio di mesi che è uscito… ecco, tutto per questo per dire che da domani pretenderò di essere chiamato Alex Supertramp 🙂

Strade, Cambiamenti, Crescita e Scazzi.

lunedì, Settembre 29th, 2008

Il RaggioX che conoscevate forse nn c’è più. Sostituito. Rottamato e ricostruito ( male ). Al suo posto ora c’è un uomo (?) che sente addosso un po’ di più il peso degli anni che passano velocemente e, contemporaneamente, nn passano mai, lasciando le cose sempre uguali. Stessa casa di tre anni fà, stessa penuria economica, stessa paranoia, stessi dubbi, stessa situazione con le donne. E’ curioso come la vita e in generale la storia possa essere considerata come un susseguirsi di eventi sempre uguali, come il flusso ed il riflusso delle maree. Tre anni sono passati, quasi quattro dall’ultimo, enorme, sconvolgimento della mia vita e quando sembrava che le cose si fossero assestate e che finalmente potessero prendere una bella piega rieccoci qui, a lamentarsi e a prendere atto che la felicità e, soprattutto, la tranquillità decisamente nn sono per quelli come me. Forse esagero, in fondo ho sempre usato la scrittura come elemento di catarsi, in fondo non è che sia successo chissà che, solo il rendersi conto che si deve sempre combattere, anche per la più piccola sciocchezza, che la vita è sempre in agguato e può saltarti addosso in qualsiasi momento. Adesso mi sento più vecchio, un po’ più stanco e un po’ meno sicuro dei miei mezzi. Niente di strano se non fosse che le cose che mi fanno sentire così sono le stesse di qualche anno fà.

Non ho scritto molto in questo periodo, come sempre più spesso mi accade purtroppo, come dicevo prima la vita mi ha morso le chiappe ancora una volta, mi dispiace ma era come se nn avessi nulla da tirare fuori, c’erano mille cose ma si rifiutavano di finire nel blog. Venivano fuori solo con persone particolari o in situazioni strane. Oggi, senza neanche sapere il perchè, mi è venuta voglia di scrivere. Buon segno credo, di solito coincide con la vista della luce all’uscita del tunnel… vedremo.

Boh

mercoledì, Luglio 9th, 2008

Quando le strade di due persone si dividono non sempre c’è un perchè, c’è solo il fatto che si sono divise. Credo che l’amore, un’amicizia, un rapporto di lavoro, una conoscenza virtuale possano finire per mille motivi. A volte però motivi non ce ne sono. Mi è capitato di litigare con amici, a torto o a ragione, di essere accusato di cose che in realtà non avevo fatto nè pensato, questo ha portato ad allontanamenti che non sempre si sono ricomposti. Credo che sia nel ciclo della vita questa cosa ormai. C’è chi dice: L’amore finisce, io credo che tutto finisce ma che, come per tutte le regole c’è l’eccezzione: alcune cose durano in eterno, magari quelle che meno ci aspettiamo. Io comunque sono rassegnato, in generale quando mi allontano da qualcuno questo la prende sempre male, non ci posso fare nulla. Non credo di essere un tipo particolarmente brillante da cui non ci si separa facilmente, credo però di essere un tipo strano, uno di queli che quando prende una strada nuova difficilmente si guarda indietro. Se volto pagina lo faccio rispetto a tutto e volto pagina per davvero. Nessuna falsità, nessun astio, nessun odio, semplicemente strade diverse. Se il destino mi fà reincontrare qualcuno che ho perso mi regala sempre begli attimi, spesso è come non essersi lasciati mai. Il bello è che ormai mi sono stancato di spiegare questo per cui ormai, in casi come questi, mi limito a dire semplicemente “Accettatemi per quello che sono” oppure, nei casi più gravi, “Uno come me è solo un pezzo di merda, dovresti lasciarlo perdere, è meglio”.

L’urlo

martedì, Luglio 8th, 2008

Da un po’ di tempo non riesco più a leggere giornali o a guardare dei tg. Ormai l’infomazione è uno schifo. Servi del potere ecco cosa sono, tutti. A volte mi capita di ascoltare un giornalista decente che dice qualcosa di sensato ma, salvo rarissime eccezzioni, poi mi capita sentirlo da un’altra parte dire assurde cazzate. Ho capito che i giornalisti in italia sono semplicemente dei servi, degli attori, recitano. Interpretano un ruolo a seconda della platea che hanno davanti. Sono nauseato. Mi capita di ascoltare tg che riferiscono della condana di Paolini per aver “impedito ai cittadini di esercitare il loro diritto all’informazione” solo per aver sabotato qualche giornalista comparendogli alle spalle, gli stessi giornalisti che non riferiscono le notizie e ci tengono all’oscuro dalle notizie scomode per i potenti. Odio la massa di pecoroni che credono alle favole secondo la quale il decreto sicurezza o quello sulle intercettazioni non sono solo squallide manovre per preservare il potere di una casta di luridi bastardi. Odio i giornalisti sportivi che cambiano opinioni a seconda della situazione, invocando Cassano e Del Piero con l’olanda salvo poi dire che con Camoranesi e Di Natale forse avremo vinto con la spagna, dopo averli massacrati per la colpa della figuaccia con l’olanda. Mille notizie contrastanti, create ad hoc, solo per far sentire al pubblico ciò che vuole sentire. Sono nauseato. Prendo sempre più coscienza del fatto che vivo in un paese di merda, abitato da gente di merda, governato da persone di merda. Hanno lavato il cervello ad una nazione intera, l’hanno plagiata, le hanno fatto dimenticare cosa significa essere uomini, come esercitare il diritto di pensare liberamente, la tv ha spento i cervelli. Ci fottono da tutte le parti. Sono stanco e disgustato.

Work In Progress

giovedì, Maggio 15th, 2008

Allordunque… oggi voglio parlare di immobili: Due tipi di immobili. Il Primo è la famigerata “Galleria delle Ombre”, anzi, ormai dovrei dire ex-Galleria delle Ombre. Si, perchè stiamo ristrutturando la casa dove abitavamo fino a qualche mese fà. Adesso è un cantiere aperto, i muri non sono più situati dove erano prima, c’è gente che va e che viene a tutte le ore del giorno, di notte e buia e inanimata, tutto il contrario di come era prima, è anche più pulita di prima 🙂 Da quando i miei hanno deciso di farla diventare una casa seria vivamo in costante confitto tra di noi e con il mondo. A turno ci svegliamo di notte sudati urlando “No! Non buttare giù quel muro!” oppure “Il Termosifone non và li, li ci devo mettere la tv”, insomma, siamo diventati un branco di pazzi isterici. Tanto per farvi un’esempio ci siamo messi daccordo per non incontrarci mai durante le visite al cantiere. Ciascuno di noi ci va nell’orario a lui assegnato e poi ci si incontra una sola volta al giorno, tuti insieme, per le rimostranze e le decisioni da prendere. In teoria un buon sistema, che sembrerebbe addirittura civile, in pratica è stato istituito solo per evitare la morte provocata da colpo di badile da parte di muratore incazzato a cui saremmo andati incontro se avessimo continuato a litigare sul luogo cercando ognuno di far valere le proprie ragioni con le maestranze a cui toccava il compito di fare da giudice, paciere e consulenti familiari. Stamattina, violando gli accordi sono andato li con mio padre, ho spiegato a tutti che non devono ascoltare lui ma me ( rischiando di essere preso a calci in culo da lui che era un metro dietro di me ad ascoltare tutto ), ho dato disposizioni e sono andato via dopo essermi accertato che anche mio padre sia uscito dal cancello, per evitare che desse disposizioni contrarie, adesso mi tocca correre li all’ora di pranzo per fare lo stesso con mio fratello e poi verso le cinque con mia madre, prenderò un permesso apposito dal lavoro, motiverò la richiesta così: “Devo Impedire ai miei di fare danni”. Vabbè, lo ammetto, anche io mi sto facendo prendere un po’ dall’isterismo, immagino che se i miei avessero un blog scriverebbero su di me le stesse cose.

Altro immobile che mi dà problemi è la mia auto, declassificata da “Automobile” ad “Autoimmobile”, sempre di Immobile trattasi però. Ormai la povera macina kilometri, ne ha fatti più di tremila in due w-e, comincia ad avere una certa età anche se, come diceva un saggio : Non sono gli anni ma i kilometri. In effetti di quelli ne ha troppi ormai. Perde pezzi, ieri ho chiuso lo sportello del passeggero ed è volato via un pezzo della carrozzeria interna. Mi si è sfasciata la pompa di benzina in quel di Castiglione della pescaia e la riparazione mi è costata più di quello che vale la macchina, devo portarla ogni settimana al meccanico per una trasfusione di olio motore e una flebo di acqua al radiatore. La poveretta ha un piede nella fossa, nonostante questo continua a camminare, in attesa del momento glorioso in cui salirà nel paradiso delle auto a godersi il meritato riposo eterno. Amen.

Lavoro, famiglia, amici

mercoledì, Maggio 7th, 2008

Ecco, in questo periodo mi sento proprio così.

Il Patto con il Diavolo

mercoledì, Aprile 23rd, 2008

Ieri parlavo con un’amica a proposito di Patti con il Diavolo. Mi è capitato varie volte di parlarne, con persone diverse. Io la venderei l’anima al diavolo. In cambio di soldi. Non mi vergogno a dirlo. Credo che avessi i soldi, tantissimi soldi, potrei tranquillamente costruirmi una vita felice con le mie forze, credo di averne la capacità, sono i mezzi che mi mancano. Potrei inventarmi un lavoro, uno che mi piace che però non mi porterebbe tutti i problemi legati alle scadenze, all’assillo di dover sempre rincorrere clienti, sottostare a compromessi e che si divori l’intera vita, un lavoro in cui farmi aiutare da almeno una ventina di persone, se non di più, tutte retribuite adeguatamente e, altrettanto adeguatamente gratificate, un lavoro insomma in cui la qualità sia molto più importante della quantità. Poi potrei aiutare un po’ di persone, in fondo è molto gratificante aiutare chi sta peggio di noi, non potrei risolvere i grandi problemi del mondo, ovvio, ma almeno farei la mia parte. Potrei comprare una casa, non un villone esagerato, una bella villetta tranquilla, niente di stratosferico. Potrei cambiare la macchina.. una bella Seat Leon, anche qui.. nulla di trascendente. Potrei comprarmi la ducati che tanto mi piace senza rinunciare alle mie moto che tante soddisfazioni mi hanno dato. Potrei viaggiare! Si, tanto. Questo lo farei. Andare in india, in giappone, in australia, al polo nord e al polo sud, vedere la russia, l’islanda, la nuova zelanda e il brasile, partecipare ad un rave in california e ad un matrimonio in messico, fare il bagno con lo squalo balena nelle acque di cuba e nuotare tra i coccodrilli in sudafrica, vedere il deserto americano e le piramidi, il gran canyon e le cascate del niagara, andare in un locale dove suonano musica dal vivo a seattle per vedere se è ancora come era negli anni 90 in pieno periodo grunge. Andrei nella giungla sudamericana per vedere se davvero la cambogia, al confronto, sembrerebbe un orticello, ovviamente dopo aver visto la cambogia. Vorrei vedere il tramonto nel deserto del sahara e l’aurora boreale. I geyser e i vulcani attivi. Vorrei arrivare fin sulla luna. Il tutto, ovviamente accompagnato da un buon gruppo di amici, fidati, con cui condividere queste esperienze, perchè credo che condividere sia la vera chiave per la felicità. Ecco, qui entra in ballo il diavolo. Per condividere è meglio non aver problemi di quantità, non mi interessa accumulare miliardi in banca, voglio avere soldi a sufficienza per fare una vita agiata e per poter condividere con gli altri questo agio e, soprattuto, non voglio arrivare a questa condizione quando avrò 60 anni. Come faccio a partecipare ad un rave in california a 60 anni? sarei ridicolo! Già adesso un po’ mi ci sentirei 🙂 Ecco perchè il diavolo. Per avere subito queste cose e la possibilità di goderne. Sò che a 60 anni sarò ricco e questo potrei farlo ma non voglio aspettare altri 40 anni 🙂 . La mia amica obbiettava che sarebbe meglio avere questi soldi facendo tutto da solo. Infatti io lo farei… diventerei ricco con il commercio. Cosa vendo, in fin dei conti, è così importante? Per cui … Diavolo… se ci sei e se, per caso, leggi questo blog, sappi che io sono pronto, aspetto un’offerta.. fatti avanti e trattiamo 🙂

Estraneità

mercoledì, Aprile 9th, 2008

La mia mente è altrove. Non sò dove sia, ma sicuramente non è qui. Magari corre in un prato o scia sulla neve, nuota in mare o vola in cielo ma non è con me. Ho una serie di dubbi, vorrei affrontarli con razionalità ma non riesco a farlo, non perchè non voglia  perchè non ne sia capace, no, perchè la mia razionalità è altrove in questo momento. Mi sento sovrastato dagli eventi, in balia delle onde, in attesa che lo squalo esca e attacchi come quel surfista sedicenne morto in australia. Solo che lo squalo non attacca, forse è impegnato a trovarsi una bella squala, non sò. Volevo parlare di altro ma l’ispirazione mi sta spingendo da un’altra parte. Volevo parlare di estraneità ma mi sento estraneo anche a questo argomento. Ormai sono in balia delle onde. Ho voglia di rivedere una persona, di rapirla e portarla in un posto dove non si possa essere disturbati, lontano da tutto e da tutti. Non posso, lo sò. Non è questo il giorno. Per ora niente pace, si deve correre. L’estraneità si esprime anche verso le persone. Ora tutti mi sono estranei, anche io mi sento un po’ un estraneo. Sono tornato in palestra, ho esagerato con l’allenamento, mi sono fatto di nuovo male. Anche il mio stesso corpo mi è estraneo, non ne riconosco più i limiti. I lavori a casa proseguono, ma quello che era un luogo accogliente ormai mi è estraneo. Le pareti non sono più dove erano, ci sono solo piccoli segni a testimoniare la familiarità che una volta avevo con quel posto. Mi sento un alieno. Il vero problema è che non sò neanche qual’è la parte di me che fà sembrare tutto estraneo… a volte anche i miei stessi pensieri mi sono estranei.

L’urlo

venerdì, Aprile 4th, 2008

Ok, basta… mi sono rotto. Mi sento come una macchina lanciata a folle velocità senza controllo che sta per finire fuori strada. Non capisco più nulla. Al lavoro sto facendo mille cose contemporaneamente. Nella vita privata non me ne va bene una. Stiamo ristrutturando casa, serve un controllo sui lavori, un parere su cosa è meglio fare, vado sul cantiere due volte al giorno. Stanno andando abbastanza veloce, credo che se continuano così ci trasferiremo di nuovo prima dell’estate, neanche ho finito di sistemarmi dove sono ora che già si ricomincerà… non ho parole. Per il resto tutto si sintetizza tutto nella solita vecchia frase che ho già usato altre volte….

Sono il buffone della sorte!!!!!!

e, non solo il suo, a quanto pare. Mi sento proprio un coglione di 35 anni che si sbatte a destra e sinistra senza un obbiettivo preciso, che cazzeggia come un diciottenne senza porsi nè scopi ne problemi. Ok, il casino mi piace, il vivere un giorno alla volta va bene ma dopo un po’ si esagera. Ormai con questa scusa dell'”accettatemi per quello che sono” sto facendo più danni che altro, a me e a chi mi sta intorno. Sono stanco, sono stanco e sto vaneggiando, scusatemi.

La fine che ho fatto

mercoledì, Marzo 12th, 2008

Salve a tutti.. rieccomi qua. Dopo un periodo un po’ pieno di avvenimenti e, poco prima di un’altro abbastanza sbattuto sono in pausa. Dopo il trasloco, il periodo “alcolico”, le varie avventure e disavventure lavorative mi preparo ad affrontare un paio di settimane “On the Road” e, soprattutto, “On the Rocks”. Il trasloco è quasi completato. Ho dormito a casa nuova e ho quasi finito di sistemare tutto, mi manca ancora qualcosina ma il 95% della casa è attrezzato. Ora non resta altro da fare che svutare il vecchio appartamento dalle cose che verranno temporaneamente “messe da parte”. Sabato scorso ho visto i Marlene Kuntz in concerto. Bellissimo. I marlene sono sempre nel mio cuore, mi scatenano ogni volta sensazioni che non credevo. Ero un po’ “scettico” per via del tour teatrale, per le canzoni rallentate dell’ s-low ( per quanto innegabilmente quella versione mi piaccia molto ), temevo che dal vivo sarebbe stato un po’ noioso, invece è stato fantastico!!!!! l’energia che sprigionano mentre suonano è quasi tangibile, davvero.. scusate per aver dubitato 🙂 Stasera.. Tatuaggio… e sono 12. a breve il n° 13, non li porto mai pari, mi porta di un male che non vi dico, il disegno è già pronto, appena guarisce quello che farò oggi vado con il successivo. Lunedì sarà San Patrizio, un’occsione in cui il mio animo irlandese viene fuori prepotente. Concerti, balli, giro dei locali, birra scura e whiskey al miele come se non esistesse un domani. Mi raggiungerà un’amica, temo per la sua salute 🙂 Dal 22 marzo comincia il tour-de-force. mille impegni, qui e in giro per l’italia. Periodo che durerà… boh.. non sò fino a quanto durerà, ve lo farò sapere, per ora è tutto … alla prossima!