Fuoco e Fiamme

Oggi sono più nervoso e irritabile del solito. Da quando mi sono alzato mi porto dietro una carica di emotività inesplosa che cerca di farsi largo tra le sbarre della razionalità che mi sono auto-imposto per poter almeno conservare il lavoro. Ho voglia di fare qualche cazzata, ma di quelle grosse. Spaccare finestre, incendiare auto, rompere tavoli, sedie, muri, picchiare e farmi picchiare. Vedo la gente intorno a me e mi chiedo se si rendono conto che sono già morti. Sembrano tanti zombi che girano per le strade di questa città di merda senza sapere che cazzo ci fanno su questa terra. Mio dio, sto impazzendo. Sono uscito, sono andato con i miei amici in un pub irlandese e ho bevuto birra fino a stare male. Sono tornato a casa con la speranza di aver finalmente ottenebrato le facoltà mentali ma, evidentemente, non è ancora così. Ora scrivo della mia rabbia, una rabbia nata non so’ come. Spero che farlo mi aiuti ad espellere un po’ del veleno che ho dentro oggi e a farmi dormire. Si avvicina il 5 novembre, vorrei tener fede al mio avatar e fare qualcosa di cui poi ci si possa ricordare per un po’ di tempo. Mi sà, però, che l’unica cosa che riuscirò a distruggere sarà, ancora una volta, il mio corpo e la mia mente. Voglio solo stordirmi e non pensare.

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