Edmondo Dantès #2

<<Questo è il viso del Signor di  Montecristo>> gridò Villefort con gli occhi stravolti.
<<Neppure, Signor Procuratore, cercate meglio e più lontano.>>
<< Qual voce, qual voce, dove mai l’ho sentita? >>
<<L’avete sentita a Marsiglia, ventitrè anni fà, il giorno del vostro fidanzamento con la signorina di Saint-Meran. Cercate nei vostri registri.>>
<< Voi non siete Busoni? Non siete Montecristo? Mio Dio, voi siete quel nemico nascosto, implacabile, mortale!….. Io senza dubbio ho commesso un delitto contro di voi a Marsiglia… Oh me disgraziato!>>
<<Si, avete memoria>> disse il conte incrociando le braccia sul largo petto: <<Cercate, cercate….>>
<<Ma che cosa vi ho dunque fatto? >> gridò Villefort, il cui spirito già vacillava tra la ragione e la follia in una caligine che non era più nè sogno nè veglia. <<Che vi ho dunque fatto? Dite! Parlate!>>
<<Voi mi avete condannato ad una morte lenta ed avete ucciso mio padre, mi avete tolto l’amore con la libertà, e la felicità con l’amore! >>
<<Chi siete? Chi siete dunque, mio Dio?>>
<<Io sono lo spettro d’un disgraziato che avete sepolto nelle carceri del castello d’If. A questo spettro, sorto finalmente dalla tomba, il cielo ha messo la maschera del conte di Montecristo, e lo ha ricoperto di diamanti e d’oro perchè solo oggi lo riconosciate.>>
<<Ah, ti riconosco, ti riconosco!>> disse il regio procuratore, <<Tu sei ….. >>
<<Io sono Edmondo Dantès!>>

Alexandre Dumas – Il Conte di Montecristo

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