Turpiloquio

Turpiloquio è la vera causa del mio disagio sociale. Quando esco con lui il finale della serata è sempre lo stesso. Si finisce ubriachi. Il guaio è che esco sempre con lui. Il mio fegato ormai lo riconosce e lo saluta con una serie di fitte dolorosissime ogni volta che lo incontro. Turpiloquio ha la capacità di scatenare il casinista che, a fatica, è represso dentro ognuno di noi.
Questa è la sua Giornata tipo:

  • Sveglia all’una.
  • Sigaretta in bocca.
  • SNAI per giocate multiple su ogni tipo di Sport e riscossione delle vincite del giorno prima (Turpiloquio non lavora, vive di scommesse e di gratta e vinci e fà pure una bella vita piena di agi)
  • Casa. Pranzo abbondante per rimettersi in piedi
  • Tre e mezza, fuori. Si incontra con un gruppo di amici presso un circolo privato dove si ubriaca a forza di amaro e, se il periodo è giusto, si esibisce in una partita a carte.
  • Verso le sei viene a casa mia. Solo che io a quell’ora non ci sono. Con mio fratello si attacca al messenger e mi mette alla tortura fino a che non finisco di lavorare e lo raggiungo a casa dove lo trovo puntualmente ubriaco e fumato.
  • Rimane a casa fino alle sette-sette e mezza per due chiacchere o per organizzare la serata:
  • Se non si esce (cosa che capita abbastanza spesso) sono fortunato.
  • Se si esce sono nei guai.
  • Le mete preferite di Turpiloquio sono tutte, purchè ci sia qualcosa da bere o compagnia giusta per fare casino.
  • I gestori e gli avventori degli Irish pub della zona ci conoscono tutti, ma in particolare trattano lui come un fratello.
  • Dopo una serie di birre si passa ai superalcolici. Giro dei locali più chic dove si finisce immancabilmente per attirare il biasimo generale.
  • Se è stata una serata particolarmente allegra si finisce con il vandalizzare qualcosa.
  • Quando, ormai sfatto dagli stravizi, decido di andare a casa a morire nel letto, lo lascio al circolo privato di cui sopra (aperto 24 ore su 24) da dove uscirà all’alba accompagnato da un’allegra comitiva di beoni che cantano a squarciagola per la strada per andarsi ad infilare nel letto.
  • Non di rado decidiamo di non uscire e ogni tanto organizziamo qualcosa a casa, tipo una cena a base di piatti cinesi comprati al ristorante vicino casa con tanto di proiezione di film affittato in videoteca e cassa di peroni.

E’ inutile precisare che l’ho soprannominato così per via del linguaggio a dir poco osceno che di solito adopera. E’ altrettanto inutile dire che fuma due pacchetti di sigarette al giorno.
Turpiloquio ha 24 anni, nove meno di me. Tra di noi c’è una scommessa su chi dei due morirà prima. Una volta abbiamo creduto che stesse per morire, è andato da un medico, ha fatto tutti gli esami, ha smesso di bere e di fumare per un mese. Mi sono sentito morire dentro. Quando i risultati degli esami hanno confermato che era tutto a posto ha ripreso per festeggiare e da allora non si è più fermato.

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Categorie: Trani, Vita

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