Concerto

Sono appena rientrato a casa. I tool sono il gruppo più fenomenale degli ultimi venti anni. Andiamo con ordine abbiamo preso il treno a mezzogiorno del 15, io, mio fratello, Caimano e Turpiloquio più una coppia di amici di andria. Il viaggio in treno è stato tutto all’insegna della birra. Abbiamo speso uno sproposito per mangiare dei tramezzini chimici e bere moretti in lattina che costava come Dom Perignon. Arrivati a rimini abbiamo raggiunto il 105 stadium con un bus guidato come su un circuito di formula 1, siamo arrivati a destinazione sbattuti come uova. Caffè e piadina tipica romagnola presa in un chioschetto di ……. napoletani, non avendo riferimenti tradizionali abbiamo scelto noi che metterci dentro e ci siamo ritrovati con una piadina alla salsiccia piena zeppa di cipolle che, abbinata ad una birra, ci è costata dieci euro. Se sapevo avrei chiesto un mutuo alla banca prima di partire. infatti…. alle sette apertura cancelli, entro e mi dirigo alla bancarella del merchandise per comprarmi il solito souvenir… va bene che venite dall’america ma lì le cose non dovrebbero costare meno? i prezzi erano a livelli di Prada. una felpa 60 euro, un cappello 30, una t-shirt 30 e una longsleeve 40. Cazzo, il mutuo non l’ho chiesto quindi mi accontenterò delle bancarelle che vendono roba fatta a napoli appena fuori lo stadium.
Alle otto attaccano i Mastodon. una cosa assurda. Per me suonavano con tutti i volumi a palla, non si capiva granchè, peccato perchè da cd non sono male. Ero a tre metri dal palco e sembrava di essere Wolverine che viene fatto a pezzi da Fenice nel finale di X-men 3. Ogni colpo di rullante provocava un’onda d’urto che si sentiva fin nelle ossa.
Concerto ToolAlle nove e mezza arrivano loro. San Maynard, Dio Carey, Figlio Jones e Spirito santo Chancellor. Ho passato due ore in apnea imbambolato a fissare tre dei migliori musicisti del mondo e una creatura arrivata da chissà quale abisso, un folletto che si muove indemoniato sul palco con danze e mosse che sembrano parte di rito satanico. Momenti di grande emozione quando le luci si sono spente e il gruppo ci ha invitato ad accendere gli accendini mentre suonavano “10.000 Days”, il pezzo dedicato alla madre scomparsa di Maynard che, visibilmente commosso, si accascia sulla tastiera alla fine del pezzo. Giochi di luci, laser e maxischermi rendono il concerto una cosa da assaporare in toto, vista e udito ne restano sopraffatti. Tra venti anni i tool sarranno considerati come i Pink Floyd ora. Il concerto che ho visto ieri non ha niente da invidiare al live a venezia dei Floyd, anzi. Il finale con Vicariuos e Aenima è qualcosa che lascia senza fiato. I Musicisti si complimentano tra loro, sanno di aver dato vita a qualcosa di valore assoluto. Prendiamo la via del ritorno letteralmente elettrici. Spesa di felpe e magliette taroccate alle bancarelle fuori, becchiamo un taxi, ci saliamo in sei e ci facciamo portare alla stazione. Mancano tre ore alla partenza del treno, decidiamo di andare a mangiare qualcosa in centro.
Troviamo un localino messicano, ci accasciamo sul tavolo, ormai le energie scarseggiano. Mangiamo e torniamo in stazione, un’altra ora e parte il treno. Nello scompartimento non c’è un filo di ossigeno, tra puzza di piedi e vapori vari arriviamo a barletta senza accorgercene: almeno si è dormito. Torno a casa, doccia e tra poco vado a lavorare. Di questo giorno mi accompagnerà uno splendido ricordo e, temo, un fastidioso fischio nelle orecchie che non se ne andrà per molto tempo.

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Categorie: Musica, Vita

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