Negative Creep

Oggi ero su Lastfm.it, sito che ho scoperto grazie a Krishel che ormai sta diventando la mia guida musicale . Ero in ascolto di diversi artisti che più o meno fanno lo stesso genere dei Tool quando all’improvviso mi parte “Negative Creep” dei Nirvana e mi è venuto in mente un aneddoto che quasi mi ha portato alle lacrime.
Molto tempo fa decisi di iniziare a suonare la chitarra e mettere su un gruppo musicale. Dopo il prmo periodo di “studio” su una acustica e in seguito a mille lavoretti sottopagati e a mesi di astinenza da tutti i vizi riuscii a comprarmi una chitarra elettrica. Insieme ad altri due amici decidemmo di formare un gruppo, eravamo due chitarrisiti e un batterista. Premetto che l’unica elettrica l’avevo io, l’altro chitarrista (molto più bravo ma non ancora in possesso della somma necessaria) aveva una chitarra acustica e il batterista suonava una batteria che aveva ormai oltre trent’anni e sembrava uscita da una puntata dei Flinstones. Questo per fornire un’idea delle condizione in cui versavamo, daltronde i musicisti erano pienamente intonati con il livello della strumentazione. Comunque….. Era il 4 marzo 1994 e avevamo deciso di vederci in saletta per suonare, durante il pranzo di quel giorno venimmo a sapere che Kurt Cobain era ricoverato a roma per un’overdose. Arrivammo in saletta tutti con il morale sotto i tacchi. Decidemmo di “onorare” Cobain suonando decentemente “Come as you are”, uno dei pezzi che avevamo deciso di suonare. Volevamo che sentisse quanto ci avesse dato attraverso la musica con lo stesso mezzo. Passammo il pomeriggio ad intestardirci provano e riprovando, non eravamo in grado, troppo scarsi. Nonostante ciò ci provammo fino a che ci fu possibile. Volevamo che la nostra energia lo raggiungesse. Quando un po’ di tempo dopo sapemmo della sua morte ci è venuto il dubbio che in realtà ci avesse davvero sentito e che si fosse suicidato per quello .
Non mi scorderò mai quel giorno, eravamo i suoi “adepti”, il nostro “leader” aveva bisogno di noi e noi cercammo di aiutarlo. In fondo era un ragazzo come noi e sapere che non cel’ha fatta a resistere un po’ ci faceva paura, se uno in grado di trasmettere ciò che lui ha trasmesso non cel’ha fatta a sopportare ‘sto mondo che speranze potevamo avere noi?

Pubblicato
Categorie: Musica, Vita

Lascia un commento