Maturità ? ( Nonno Simpson #3 )

“Voi qui mi accusate di tutto: “chi ha messo le pantofole nella lavastoviglie?”, “chi ha tirato un bastone contro il televisore?”, “chi è caduto nella credenza?”

Abraham J. Simpson


L’ultimo anno delle superiori conobbi Le persone che più di tutti ringrazio di esistere. Erano tutti più piccoli di me ma molto più avanti rispetto al mondo in cui vivevamo. Mi hanno insegnato a pensare in modo “alternativo”,  a non conformarmi alla massa. Io fornivo loro i mezzi e loro mi fornivano la ragione. in quel periodo ho cominciato a bere come un pazzo, mi sono drogato, ho cominciato ad ascoltare musica seria e a vestirmi in maniera non convenzionale. Ci siamo plasmati. Loro mettevano la teoria e io la pratica. Ho cominciato a suonare, a pensare con la mia testa, ad allontanarmi dalla società conformista e a non cercare per forza l’approvazione degli altri. In quegli anni andavo all’università, ho fatto il disoccupato e poi il militare. Ho voluto provare anche questa cosa. Non mi sentivo tanto tagliato per l’obiezione di coscienza, le mie radici erano altre. Ho fatto un’anno “dentro al sistema”. Mi è sembrata una stronzata. Un’enorme perdita di tempo ma ho provato. Tutto sommato anche quello è servito. Dopo il militare ho cominciato il lavoro “serio”. Lavoravo come schiavo in una software house. Ho cominciato a girare l’italia e il mondo. Andavo dovunque, ero sempre in giro. Guadagnavo 300.000 lire al mese ed ero 5 giorni alla settimana in giro. Ho cominciato a scoprire la voglia di viaggiare. Ero in giro durante il giorno e la sera tornavo a casa, uscivo, mi ubriacavo e facevo casino con gli amici. A volte passavo intere settimane fuori casa. Ho vissuto. Concerti, viaggi, non mi facevo mancare niente. Questa vita è durata per oltre quindici anni. Ho cambiato tre lavori nel frattempo. Dopo il primo che è durato relativamente poco ne sono arrivati altri, con “raggi di azione” sempre più ristretti. Fino ad arrivare a quello attuale che, fino a poco tempo fà, mi costringeva ad una scrivania. Nel frattempo vivevo in un mondo tutto mio, fatto di pochissime persone, una relazione più o meno stabile con una tipa e serate nebbiose e alcoliche. Vivevamo isolati, ai margini. La società “bene” di trani ci ha sempre reputato alcolizzati, drogati, sballati, inaffidabili ma noi ne eravamo fieri. Eravamo dei liberi pensatori in un mare di coglioni.

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