Aspettative

Riflettevo.. ieri sera si parlava di futuro, la discussione mi ha lasciato un pensiero in mente: Dove sarò tra dieci anni? cosa starò facendo?

Io non riesco ad immaginarlo. Sò cosa mi piacerebbe fare, cosa mi auguro che succeda, quali sono le mie speranze ma non riesco ad immaginarle realizzate. Non ho nessuna fiducia nel futuro. E’ come se non osassi neanche sperare che tutto possa realizzarsi come vorrei.

Spero in un cambiamento che porti questa società ad essere più attenta nei confronti delle persone. Spero di, qualora ne avessi bisogno, poter fare affidamento sulla giustizia, quella intesa in senso ampio, non solo quella degli uomini. Spero di riuscire a realizzare la mia vita in modo che abbia un senso, che non sia solo sopravvivere. Mi piacerebbe avere una casa e, perchè no?, anche una persona ed un cane con cui dividerla, penso che un giorno mi piacerà l’idea di avere dei figli, una barca con cui potermi godere il mare e potermi permettere di fare dei viaggi ogni tanto. Sò bene dove voglio arrivare ma, in cuor mio, non credo che niente di questo si realizzerà mai.

Credo che le cose peggioreranno sempre di più, che saremo considerati sempre più consumatori e sempre meno persone. Credo che la giustizia non è mai esistita e sarà sempre più lontano anche il ricordo che abbiamo di essa. Penso che continuerò a lavorare ma sempre con un senso di precarietà e di oppressione, senza esserne mai troppo gratificato o troppo valorizzato. Credo che non proverò mai il piacere di avere una casa mia, guadagnata, di provare il gusto di sapere che una cosa la si è conquistata con le proprie forze. Credo che un cane soffrirebbe a vivere con me e pure una donna, credo che il mare sarà già bello che morto tra dieci anni. Credo che viaggiare e conoscere altri luoghi e altre culture magari sarà proibito.

Mi sorge il solito pensiero macabro… che senso ha vivere così? dovrei turarmi il naso ed abituarmi all’idea di tirare a campare? accontentarmi di ciò che la vita mi passa perchè nn potrò avere che le briciole che chi sta più in alto di me deciderà di lasciarmi? Io non ce la faccio! Preferisco stare male, preferisco tentare, sbagliare magari e trovarmi con un pugno di mosche, preferisco morire del tutto piuttosto che lasciarsi morire dentro giorno dopo giorno. Il punto è: Come si può cambiare tutto questo? Non sò… si dovrebbe partire dalle piccole cose magari, un passo alla volta forse, il problema però è che, per come la vedo io, queste oppressioni ormai sono così grandi che non basterebbe una vita, quante vite ci vorrebbero? io ne ho solo una ma non mi rassegno. Questo adesso rappresenta la mia più grande forza ma, cntemporaneamente, ciò che fa di me un emarginato, si.. è così che mi sento adesso: Un emarginato.

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Categorie: Vita

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