Amare vuol dire.. Senza Zucchero!

” Non voglio più, non voglio più… basta.. fa maleeeeeeeeeeee, qualcuno mi aiuti, è buio qui, non c’è luce. Fa freddo. Sono solo e non c’è nessuno che mi tenga compagnia, vorrei una faccia amica e tutto ciò che vedo sono spalle. Sento il calore che se ne va, sento il freddo che sale. Tutto è arido e scolorito. Non c’è più gioia, solo acredine, niente più sorrisi, solo sguardi torvi. Questo è ciò che rimane del ragazzo che una volta amava amare? Sento solo un enorme desiderio di auto-distruzione, una voglia matta di esplodere, di scacciare il dolore con altro dolore, di abbracciare la rabbia e farmi trasportare nell’abisso in cui non vedere più neanche quel flebile raggio di luce che ora mi arriva. Sono stanco di mantenere in piedi deboli barriere che mi separino da ciò che ho dentro, stufo di mantenere una facciata di normalità quando in me c’è solo follia. L’amore rende folli. Sono arrivato ad elemosinare attenzione e ho ricevuto solo briciole, ho umiliato me stesso e il mio orgoglio cercando di inseguire la razionalità, ho ignorato ogni ragione salvo quella del cuore e cosa ho ottenuto in cambio? Cocci. Cocci che non possono neanche essere rimessi insieme.E’ come una marea che travolge tutto, tutto filtra e mi travolge, ogni parola, ogni sguardo lascia il segno, cicatrici profonde che vanno in cancrena e dilaniano l’anima. Aiuto. Non voglio più continuare così.”

Riprendo un pezzo che scrissi tempo fa. Un’urlo di dolore che forse non si è mai spento davvero. Stasera è serata di confidenze, di parole profonde e pesanti. Parole che, a modo loro, costituivano un’urlo anche più forte di questo. Ognuno di noi ha i suoi personali demoni con cui fare i conti. Questo era il mio, altri vicino a me hanno il loro personale tormento. E’ serata di demoni stasera. Li sento aleggiare intorno a me. Spettri pronti a germirci nel buio, a prenderci e a trascinarci nell’inferno, oltre il reame del sogno. Stanotte anche io ho paura del buio. Ho visto le bestie che si agitano nell’oscurità , negli occhi di un amico ho visto i suoi demoni e, riflessi, anche i miei. Stanotte ho paura.

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